I RITI DI SANT’ANTONIO ABATE: DAI FUOCHI AL CARNEVALE.

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA DOCUMENTARIA IN MOLISE E BASILICATA, DAL 16 AL 20 GENNAIO 2019

Mi sono fermato in un punto. Numerose strade mi chiamano. Io resto al bivio ostinato a non mettermi per nessuna di quelle strade, se il cielo della mia gioventù prima non si conclude e non resta documentato, glorificato.
  I fuochi di san Michele Arcangelo, molto simili a quelli di sant’Antonio Abate, che si tengono a Frosolone (IS) a Maggio 2018 - © Giuseppe Nucci.

I fuochi di san Michele Arcangelo, molto simili a quelli di sant’Antonio Abate, che si tengono a Frosolone (IS) a Maggio 2018 - © Giuseppe Nucci.

“Along the sheperds’ highways” è il nome nuovo progetto a cui mi sto dedicando dallo scorso Maggio. Un lavoro che mira a documentare lungo la rete tratturale di Abruzzo, Puglia, Molise e Basilicata il patrimonio storico legato alla transumanza. Uno dei capitoli più importanti del lavoro riguarda i riti di sant’Antonio Abate, disseminati in molti paesi del centro sud. Il loro legame con il lavoro che sto realizzando verrà approfondito e analizzato durante il corso del workshop.

Protettore degli animali, nella civiltà contadina sant’Antonio è una figura molto venerata e importante e il suo culto non smette di rinnovare ogni anno tradizioni antiche e affascinati che vanno dai fuochi al carnevale. Sarà per questo molto importante capire le origini di queste tradizioni e lavorare, attraverso un proprio percorso di ricerca, alla realizzazione di un piccolo portfolio personale.

Lo scopo di questa edizione inoltre è di affiancare alla parti pratiche e teoriche una terza di osservazione, che consenta al partecipante di entrare nella “sala operativa” di un lavoro reale. Trovo possa essere molto formativo ed importante poter assistere e analizzare l’approccio ad un progetto ongoing, che per me ha rappresentato un vero e proprio step, affiancandomi in alcune fasi di scatto durante la 5 giorni.

Questo vuol dire che non si scatterà personalmente? Niente affatto, non pensatelo minimamente.

Questo significa che saremo in “molti”? No. Il numero di posti è limitato a 3.

Cosa faremo? Nella mattinata del 16 Gennaio partiremo da Roma alla volta di Frosolone (IS), in Molise, per documentare i falò di Sant’Antonio Abate nella frazione di Acquevive, in cui risiedono i Colantuono, i custodi dell’ultima transumanza. Partiremo poi alla volta della Basilicata, per documentare il carnevale di Tricarico e le relative maschere apotropaiche sin dalle prime luci del mattino, il 17 Gennaio. Il giorno seguente tireremo un pochino il fiato, dedicandoci al ritratto ambientato di alcuni artigiani costruttori di campanacci e alla teoria, analizzando lo scattato dei giorni precedenti. Il 19 Gennaio ci recheremo a Trivigno (PZ) per documentari il i fuochi di sant’Antonio Abate. Il 20 Gennaio mattina si chiuderanno i lavori con la revisione di tutto il lavoro svolto dai partecipanti, prima di fare rientro a Roma nel primo pomeriggio.

Mangeremo prodotti tipici locali, berremo del buon vino e sosteremo intorno ai fuochi e ai camini respirando tutta l’atmosfera e il calore umano che solo i paesi sanno sprigionare durante questa tipologia di feste invernali.

  “Il porco di sant’Antonio”, a Pescopennataro (IS), in Molise. Foto scattata durante la prima edizione del workshop a Gennaio 2018 © Giuseppe Nucci.

“Il porco di sant’Antonio”, a Pescopennataro (IS), in Molise. Foto scattata durante la prima edizione del workshop a Gennaio 2018 © Giuseppe Nucci.

“..andai apposta a Tricàrico, con Rocco Scotellaro. Il paese era svegliato, a notte ancora fonda, da un rumore arcaico, di battiti di strumenti cavi di legno, come campane fessurate: un rumore di foresta primitiva che entrava nelle viscere come un richiamo infinitamente remoto; e tutti salivano sul monte, uomini e animali, fino alla Cappella alta sulla cima .... Qui venivano portati gli animali, che giravano tre volte attorno al luogo sacro, e vi entravano, e venivano benedetti nella messa, con una totale coincidenza del rituale arcaico e magico con quello cattolico assimilante.” - Carlo Levi

  Uno degli interni di una bottega artigiana a Frosolone (IS), Maggio 2018 © Giuseppe Nucci.

Uno degli interni di una bottega artigiana a Frosolone (IS), Maggio 2018 © Giuseppe Nucci.

INFO:

Viaggeremo in una sola macchina, messa a disposizione dal sottoscritto, ottimizzando spazio e consumi. I ritmi del workshop saranno a tratti sostenuti, richiedendo almeno nelle prime 36 ore un piccolo sacrificio fisico. Non lo ritengo per questo adatto a coloro che cercano una vacanza e il relax. Un piccolo zaino con un cambio e la biancheria necessaria, una reflex, una penna usb di grande capacità o un hard disk. Scarpe invernali, guanti e giacche adeguate al rigido clima invernale sono altamente consigliate.

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Un gesto nobile.

La terza quota, in caso di raggiungimento, servirà a finanziare l’acquisto di un ciuchino, destinato a vivere in una splendida fattoria didattica in Altomolise in compagnia di altri simpatici animali e di un giovane “poeta della terra”. Un gesto che dal profondo del mio cuore sento di dover fare per stabilire un legame ancora più profondo con le mie radici e con un amico speciale, custode di saperi, tradizioni e sogni antichi.

Foto di Luciano Lavandini, partecipante al workshop dello scorso Luglio 2018.

COSTI:

Il costo è di 500 euro a partecipante, comprensivo di alloggio, prima colazione e di tutti gli spostamenti in auto da e per Roma. ll workshop verrà attivato anche per un solo iscritto e prevede al massimo tre partecipanti.

Per qualsiasi info potete scrivermi info@giuseppenucci.com o chiamarmi al 3290131940.